«Sinceramente io non voglio essere così. Non voglio essere una di quelle adolescenti che si odiano, che si maltrattano da sole. Quelle che litigano con tutti: i genitori, i professori, gli amici, i fratelli, le sorelle, il gatto, il cane, gli uccellini che cagano sul vetro della macchina, il cibo, la merda e quant’altro. Non voglio dovermi sentire a disagio quando vado al mare per come sto in costume, non voglio avere paura di non essere mai abbastanza, circondata da tutti questi pregiudizi del cazzo e dalle opinioni del cazzo del fratello del cugino della figlia di non si sa chi. 
Non voglio essere una ragazza che ha bisogno dello psicologo. Non voglio essere una che va a dire in giro che vuole morire. Quell’adolescente che non si sente importante per nessuno e si chiude in se stessa a casa, o dove cazzo vuole per decomporsi e fumare come un turco. 
Voglio semplicemente essere un’adolescente sicura di sé, delle sue capacità, del suo aspetto, della sua simpatia e non della sua depressione. Non voglio essere come la maggior parte delle persone che conosco. Voglio essere me stessa. Ormai va di moda anche l’autolesionismo pubblicato su Facebook o quello che è. Ma a che cazzo ti serve? Perché cazzo vuoi dire a tutti che vuoi morire? Ma perché cazzo devi morire? Che cazzo hai fatto o ti hanno fatto di tanto orribile da poter anche solo pensare di toglierti la vita? C’è sempre una soluzione. A tutto. Tranne che alla morte. E allora basta. Voglio vivere felicemente i miei vent’anni, sorridente come sono sempre stata. Non sentendo parlare di sputtanamenti alle spalle, tradimenti, spettegolamenti, insicurezza, cattiveria e vittimismo. E basta! Stiamo delirando.»